Astrid's profile˚٠●๑♀Łå ŤξſRд Ðι ŊΣšSυЛΌ...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 07

    TORNARE DONNA

    Siria è lesbica allora non è donna. Il bello che lei non ribatte...ma la gente come staaaaaaaa!!!!


    Vittorio: "Pensa no...tu fai il GF..."

    Siria: "...è..."

    Vittorio: "...non lo vinci..."

    Siria: "...e questo, si"

    Vittorio: "anche se spero, non lo vinci...però hai fatto un'esperienza bellissima"

    Siria: "certo"

    Vittorio: "che esci da qua, magari riscopri un'altra cosa, che magari veramente PUOI ESSERE DONNA e te crei pure la famigliuola...pensa che vittoria che hai fatto, pensa che vittoria che hai vinto!"

    Siria: "no, io ho vinto nella vita se sono serena..."

    Vittorio: "Ma stando contenta...stando contenta...adesso, Alberto non Alberto, a priori...non ti devi...guarda a 360 gradi, poi se vuoi quello che già sei avendo ora, perfetto...quello la già ce l'hai..."

    Siria: "Ma a me va benissimo..."

    Vittorio: "...se c'è una luce che ti si è aperta, che ti crea delle domande dentro di te...vediamo che sò! Basta..!"

    Siria: "Si però non dare non per scontato che è quello che dici te..."

    Vittorio: "No no assolutamente, adesso seriamente no...però dai delle risposte a delle domande che hai in testa....sei qua, devi solo risponderti qua dentro...e c'hai tutto il tempo che vuoi"


    Se il link funziona guardatevi il video perchè merita:
    http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=gf&data=2009/03/05&id=3173&from=gf
    September 08

    Gay Pride 2009 a Genova!

    ''
    La motivazione:
    Genova è medaglia d’oro alla Resistenza, già capitale europea della cultura, e storicamente laica, abituata all’incontro fra popoli, culture, individualità differenti.

    (Il Secolo XIX) Si svolgerà a Genova il Gay Pride del 2009. È quanto annuncia il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso: «Arcigay, Agedo, Azione Trans, Famiglie Arcobaleno, ribadiscono la loro volontà di promuovere con forza i valori di dignità, parità e laicità che costituiscono i fondamenti della loro azione sociale. In questo contesto il Pride nazionale è la migliore occasione per sollecitare ed aiutare l’emersione della visibilità lgbt in tutto il paese. In questi anni il Pride ha percorso migliaia di chilometri toccando diverse città del nord, del centro e del sud Italia».

    «Intendiamo mantenere questa felice intuizione sociale e politica - spiegano le associazioni - che tra l’altro ha determinato un’impetuosa diffusione delle reti lgbt in tutta Italia. Per queste ragioni il Pride nazionale 2009 si terrà sabato 13 giugno a Genova.

    Genova è medaglia d’oro alla Resistenza, già capitale europea della cultura, e storicamente laica, abituata all’incontro fra popoli, culture, individualità differenti. Per questo fin d’ora invitiamo tutta Genova a partecipare alle iniziative e al corteo del Pride nazionale.''


    Oh sssssiiii....oh ssssiiii...OH SSSSSSIIIIIIII!!!!!!

    Fai ti prego che non cambino idea, Zena Zena ZENA! *_*

    ZENA!


    July 02

    Comunicati stampa

    PRESA DI POSIZIONE DI ARCILESBICA ED ARCIGAY
    NEI CONFRONTI DI FACCIAMO BRECCIA

    ArciLesbica e Arcigay denunciano che la rete Facciamo Breccia, che non ha aderito al Bolognapride, ha imposto con la forza e il dolo la sua presenza sul palco, con uno striscione recante la scritta "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" ed esibito durante l'intervento di Porpora Marcasciano a nome del Mit e non di Facciamo Breccia. In questo senso ci stupisce e ci addolora l'atteggiamento avuto da Marcella Di Folco, presidente nazionale del Mit e portavoce del Pride, che non si è opposta a che ciò accadesse.

    ArciLesbica e Arcigay giudicano assolutamente inqualificabili le provocazioni di Facciamo Breccia nei confronti degli organizzatori del Pride nazionale di Bologna.

    Graziella Bertozzo
    di Facciamo Breccia, anche lei animata da una ostinata volontà di lasciare un segno negativo su un Pride peraltro stupendo, ha creato un incidente di cui è la sola responsabile.

    Facciamo Breccia ora strumentalizza l'episodio attribuendone la responsabilità agli organizzatori e ai volontari del Pride, colpevoli di non sapere chi è Graziella Bertozzo. Non è una colpa non conoscere lei, i suoi passati o attuali ruoli.

    E' invece un dato di fatto che Bertozzo non aveva diritto di salire sul palco, e come lei non hanno parlato altri. Graziella Bertozzo non è nuova ad azioni ed atteggiamenti alterati e aggressivi, l'uso della violenza verso le volontarie del Pride e gli agenti di Polizia hanno portato al fermo e alle conseguenti denunce. Per non alimentare scoramento nella piazza che dimostrava la capacità del movimento lgbt di continuare a lottare, dal palco abbiamo fatto appello alle forze dell'ordine perché rilasciassero la Bertozzo. Oggi però in nessun modo vogliamo esprimere solidarietà nei confronti di una militante sempre in cerca dello scontro.

    Nondimeno, il presidente del Comitato Organizzatore (nonché presidente di Arcigay Emilia-Romagna) si è recato in Questura, accompagnato dagli avvocati contattati dagli organizzatori, da Vladimir Luxuria, Francesca Polo e Paola Brandolini (segreteria nazionale Arcilesbica) e ha caldeggiato che la Bertozzo fosse rilasciata, così come sempre
    avvenuto in situazioni analoghe.

    Ciò che è gravissimo è che Facciamo Breccia ometta di dire che Riccardo Gottardi è stato preso a schiaffi da Elena Biagini e altri militanti gli hanno messo le mani addosso in segno di sfida. Il Segretario nazionale di Arcigay è stato minacciato e tutta l'associazione insultata, nella migliore tradizione del fascismoviolento.

    Arcigay ed ArciLesbica dichiarano che d'ora in avanti non intratterreanno più alcun rapporto politico con Facciamo Breccia, una rete che usa la pratica della slealtà, della ricerca dell'incidente, della manipolazione dei processi decisionali, della contrapposizione aprioristica con l'organizzazione di un Pride nazionale in quanto sostenuta dalle principali associazioni lgbt italiane.

    La nostra rivoluzione è gioiosa, mentre le pratiche di Facciamo Breccia sono tristi e maschiliste, intrise in qualche caso di astio e problemi personali di personaggi inaffidabili; nei casi in cui si tratta di pratiche politiche, suscitano il nostro disaccordo profondo per la loro autorefernzialità e mancanza di prospettive.

    Per quanto ci riguarda la non violenza è la discriminante per poter appartenere a pieno titolo al movimento lgbt e non intendiamo in alcun modo retrocedere né farci intimidire. Denunciamo, quindi, davanti a tutto il movimento ciò che è realmente accaduto, che per quanto ci riguarda avrà immediate e ferme conseguenze in tutte le sedi politiche e giuridiche.

    Tutta la nostra solidarietà va a Riccardo Gottardi e alle persone ed ai volontari che hanno lavorato incessantemente e si sono adoperate a che la natura festosa e non violenta del Pride non venisse snaturata, per questo fatti oggetto di insulti, minacce, aggressioni verbali e fisiche.

    Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay
    Francesca Polo, Presidente nazionale Arcilesbica

    ***

    Comunicato del Comitato Pride
    sui fatti a margine del Pride Nazionale causati da Facciamo Breccia

    A conclusione di un Pride straordinario e partecipato oltre ogni aspettativa, durante gli interventi alla fine del corteo, è successo ciò che non ci saremmo mai aspettati di vedere in quella che è sempre stata una manifestazione pacifica e rispettosa a partire da noi stessi e dalle relazioni interne tra chi il Pride lo costruisce e lo vive.

    Graziella Bertozzo, militante del movimento LGBT, e appartenente alla rete Facciamo Breccia, dopo avere chiesto in prima battuta il "permesso" di esibire uno striscione recante la sigla Facciamo Breccia, durante il discorso di Porpora Marcasciano, non ai rappresentanti del Comitato organizzatore, ma a Porpora Marcasciano stessa che glielo ha negato, ha ripetutamente tentato di accedere al palco senza averne titolarità, lei, come tanti altri militanti ed esponenti di associazioni, che infatti sul palco non c'erano nè hanno chiesto di accedervi. In seguito al rifiuto delle giovani volontarie che stavano gestendo gli ingressi, ha assunto atteggiamenti pesantemente offensivi e fisicamente violenti, supportata da altri componenti di Facciamo Breccia.

    L'improvvisa e incomprensibile violenza, tanto più incomprensibile perché espressa da una lesbica all'interno di un contesto pacifico come il Pride, ha fatto precipitare la situazione, rendendola ingestibile e costringendo una delle volontarie a richiedere il supporto delle forze dell'ordine. Secondo quanto raccontato da testimoni oculari, l'arrivo della polizia ha reso la Bertozzo ancora più aggressiva e violenta determinando il suo fermo da parte della polizia appunto e il trasferimento in questura.

    Il Comitato Pride ha dato notizia di questo fermo dal palco invitando la questura a un rilascio immediato della Bertozzo. Poco dopo, il presidente del Comitato Pride, e una dei tre portavoce, sono stati in Questura per cercare di facilitare il rilascio, attendendo l'uscita della Bertozzo avvenuta circa tre ore dopo.

    In questi due giorni il Comitato ha ascoltato alcuni diretti interessati, testimoni oculari del fatto. Il dato che emerge con più forza è la carica di aggressività perpetrata da una militante storica e da altri esponenti di Facciamo Breccia nei confronti delle giovani volontarie, coperte di insulti e sedicenti accuse di atteggiamento fascista, proprio da chi stava compiendo una vera e propria azione di sopraffazione.

    L'intenzione della Bertozzo era probabilmente di raggiungere altri attivisti di Facciamo Breccia che erano riusciti a intrufolarsi e che, durante l'intervento di Porpora Marcasciano in rappresentanza del MIT, reggevano un loro striscione sul palco.

    La Rete Facciamo Breccia non ha né aderito al Pride Nazionale 2008, né partecipato alla sua definizione politica e alla sua organizzazione, né lo ha sostenuto attivamente. Gli organizzatori hanno cercato di coinvolgere Facciamo Breccia nell'elaborazione del documento politico di questo Pride nazionale accogliendo anche alcune istanze poste durante l'ultima assemblea del movimento LGBT da diverse soggettività che fanno parte anche della Rete e che dopo averle poste in quella sede si sono rifiutate di collaborare direttamente alla loro integrazione, come gli era stato proposto. Ci è risultata incomprensibile la mancata chiara adesione di Facciamo Breccia al Pride Nazionale, sostituita a due ore dal termine ultimo della chiusura delle adesioni da una lettera che si limitava a comunicare la partecipazione al corteo, peraltro già nota al Comitato Pride in virtù della presenza del loro carro.

    Quello striscione non era previsto, nel senso che nessuno degli organizzatori sapeva che sarebbe apparso: Facciamo Breccia ha scelto di non aderire, ma ha voluto "parlare" dal palco comunque senza condividere questa "scelta" con nessuno degli organizzatori o dei responsabili politici. Scelta per noi assolutamente incoerente, irrispettosa e prevaricante.

    Siamo certi che entrambe le situazioni avrebbero potuto essere discusse e risolte con modalità diverse, senza arrivare nè al coinvolgimento delle forze dell'ordine, nè alla "presa" simbolica del palco, quasi si trattasse di un luogo del potere istituzionalizzato da contrastare e conquistare, mentre eravamo semplicemente noi, pezzi del movimento LGBT.

    Il comunicato scritto da Facciamo Breccia strumentalizza consapevolmente l'accaduto assegnando ruoli di vittime e carnefici del tutto aleatori.
    E' falso parlare di polizia sul palco: non c'era, ma era presente nel backstage, che era un'area estesa del Parco della Montagnola, controllato su responsabilità della Questura.
    E' vergognoso attribuire a una volontaria intenti repressivi di qualunque natura: i volontari e le volontarie hanno lavorato duramente per quasi un anno con l'unico scopo di contribuire in prima persona alla riuscita del Pride avvicinandosi alla militanza attiva LGBT.
    E' disonesto intellettualmente focalizzarsi sulle presunte logiche securitarie che avrebbero animato il Comitato Pride, sviando l'attenzione da quello che è il vero problema, e che in questa occasione è emerso in tutta la sua drammaticità: la mancanza di rispetto da parte di Facciamo Breccia nei confronti di chi, all'interno del movimento LGBT, ha altre pratiche politiche e altri modi di agire.

    Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno partecipato al Pride in modo pacifico e non violento, contribuendo al suo straordinario successo.

    Direttivo Comitato Bologna Pride
    Paola Brandolini
    Lorenzo "Q" Griffi
    Flavia Madaschi
    Elisa Manici
    Flavio Romani
    Emiliano Zaino

    June 30

    La verità sull'arresto al Bologna Pride di Graziella Bertozzo

    Dato che su internet compaiono numerevoli copia-incolla del comunicato di facciamo breccia con la LORO versione dei fatti di quanto avvenuto sotto al palco il 28 giugno al Bologna Pride, come se fosse verità certa e provata, racconto anch'io com'è andata...e racconterò la verità.
    Facciamo Breccia inizialmente faceva parte del comitato organizzativo del pride, dal quale si è tirato fuori poco dopo di sua spontanea volontà per suppongo "incongruenze" con il loro modo di concepire la giornata del 28 giugno, dunque la pretesa avanzata di salire sul palco ad appendere il loro striscione quando a NESSUNO è stato concesso, era assurda e immotivata dato che non avevano aderito all'organizzazione.
    Arrivati dalle transenne, Bertozzo e amico hanno chiesto d'entrare. Non essendo loro muniti di pass, e dunque NON autorizzati  a entrare in quella zona, hanno richiesto di poter parlare con Porpora che sicuramente a detta loro, li avrebbe fatti entrare.  Una volontaria è andata a chiamare Porpora che dopo aver parlato con i due, non ha autorizzato l'entrata, anche perchè non cen'era motivo.
    Dopo alcuni minuti Bertozzo e amico scavalcano e vengono subito fermati da me e altri due volontari. Il ragazzo stava semplicemente al di là delle transenne con il famoso striscione d'appendere, mentre la Bertozzo ha iniziato a spingere di forza puntando con i piedi e gettandosi adosso a noi di schiena (ecco perchè è caduta...!). Chiedo più volte al suo amico rimasto fermo a guardare di aiutarci a farla tornare al di là del recinto, ma lui rimane a guardarmi ridendo e ripetendo che vogliono solo appendere uno striscione. La situazione richiede l'intervento di un'altro volontario. In quattro invitiamo i due ad uscire mentre la Bertozzo continua a spingere. Informiamo dunque entrambi che avremmo fatto intervenire la polizia se non se ne fossero andati e a queste parole la donna ripete " si dai fatemi arrestare! " continuando a dimenarsi e a spingere. Chiediamo l'intervento dei poliziotti che inizialmente cercano semplicemente di "contenere" la Bertozzo con scarsi risultati e alla fine la portano via.
    Da quel momento lei diventa una martire e noi i suoi tremendi aguzzini.

    Questo è quanto accaduto.

    "tu non sai chi è lei!", "non sai cosa hai fatto!", "Sei una violenta!".
    NO non sapevo chi fosse, ma fosse stata mia madre in persona, senza il pass non le avrei mai permesso di salire sul palco. Eravamo 200000, se tutti avessero voluto salire sul palco e dire la loro come sarebbe andata?
    So perfettamente quello che ho fatto e LO RIFAREI, oggi, domani, migliaia di volte assolutamente senza pentirmene.
    E no, non sono una violenta...tentare di spingere fuori una che spinge te che hai il dovere di non far entrare nessuno, non significa essere violenti ma responsabili.

    Tralascio gli insulti vari, le sberle volate adosso al segretario arcigay e la stupidità disarmante di alcuni presenti, sperando di aver dato un quadro più chiaro della situazione.
    Prima di esprimere giudizi, è sempre il caso di sentire tutte le campane. Facciamo Breccia ha detto la sua. Una Volontaria anche.

    Con affetto, una delle volontarie autrici dell'arresto di Graziella Bertozzo.



    May 15

    no comment

    Pesaro, 14 mag. - Una madre ha sferrato una coltellata all'addome della figlia di 16 anni in preda ad un raptus dopo che la minore le aveva confessato di continuare ad avere una relazione omosessuale con una diciottenne.

    E' stata la stessa sedicenne a telefonare al 113: 'Mia madre mi vuole ammazzare', ha detto all'agente, che ha subito dato l'allarme. Tutta colpa di una relazione sentimentale non condivisa dalla donna, che ha scatenato la sua rabbia prendendo un coltello e provando a colpire la figlia: la lama, pero', si e' fermata sulla cintura della fibbia e non ha causato alcuna ferita alla ragazzina.

    Ma per la mamma e' scattata ugualmente la denuncia: dovra' rispondere di tentate lesione aggravate. I fatti si sono svolti qualche giorno fa, ma solo oggi e' stata resa pubblica la notizia. La sedicenne ha altri due fratelli e vive con la famiglia nei dintorni di Pesaro.

    La 'storia' omosessuale era nota ad entrambi i genitori che avevano cercato di far cambiare idea alla ragazzina, senza alcun risultato.

    L'ennesima litigata ha avuto un risvolto piu' grave: mentre il padre era in un'altra stanza, la mamma ha afferrato un coltello da cucina in preda alla rabbia; la figlia ha fatto appena in tempo a scansarsi, poi e' stata lei stessa a dare l'allarme. Del fatto se ne stanno occupando sia la procura della repubblica di Pesaro, che quella dei minori di Ancona.

    La famiglia era gia' nota ai servizi sociali perche' i tre figli non avevano rapporti sereni con i loro genitori: lui un contabile, lei una casalinga.

    -Tratto da: GayNews


    April 10

    Lev.18:22

     
    La dottoressa Laura Schlesinger è una famosa giornalista della radio americana;
    nella sua trasmissione dispensa consigli alle persone che le telefonano: è un po' la trasposizione americana della nostra Radio Maria.
    Qualche tempo fa, Laura ha affermato che l'Omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22) è un abominio,
    e non può essere tollerata in alcun caso proprio PERCHE' LO DICE LA BIBBIA.
    La seguente e' una lettera spedita alla signora Schlesinger.
     
    Cara Dottoressa Schlesinger,
    le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
    Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con piu' persone possibile.
    Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale,
    gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che cio' e' un abominio. Fine della discussione.
    Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
     
    1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
     
    2. Quando do fuoco ad un toro sull'altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev. 1.9).
    Il problema è con i miei vicini. I blasfemi sostengono che l'odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
     
    3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.).
    Il problema è: come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne s'offendono...
     
    4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.
    Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perchè non posso possedere schiavi francesi?
     
    5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte.
    Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
     
    6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Lev. 11:10), lo sia meno dell'omosessualità.
    Non sono d'accordo. Può illuminarci sulla questione?
     
    7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all'altare di Dio se ho difetti di vista.
    Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere.... La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c'è qualche scappatoia alla questione?
     
    8. Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27).
    In che modo devono esser messi a morte?
     
    9. In Lev 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
     
    10. Mio zio possiede una fattoria. E' andato contro Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo;
    anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perchè usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico).
    Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare.
    E' proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture?
    Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
     
    So che Lei conosce questi argomenti molto meglio del sottoscritto, per cui sono sicuro che potrà rispondere a queste semplici domande.
    Nell'occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna e immutabile.
    January 31

    Genove per i gay

    Genova: sindaco riconosce le coppie di fatto e Fi non ci sta di Gay.it

    Mercoledì 30 Gennaio 2008 Gay.it -

    Genova: sindaco riconosce le coppie di fatto e Fi non ci sta Il coordinatore cittadino del partito di Berlusconi ha ironizzato parlando di 'Pacs alla genovese' aggiungendo che agli etero non servono riconoscimenti, basta sposarsi, e i gay "continuino così". "Non mi sorprende che la sindaco abbia in mente persino una sorta di 'Pacs alla genovese'. In questi quasi nove mesi la sua amministrazione ha raggiunto il limite del credibile già più volte, in ogni ambito nel quale sia andata ad operare': il Coordinatore cittadino di Forza Italia, Roberto Cassinelli, commenta così il riconoscimento delle coppie di fatto da parte del Comune di Genova. "E' quindi quasi naturale - prosegue Cassinelli - che sia giunta a proporre un'iniziativa che, se moralmente ed eticamente può essere discutibile, e per Forza Italia lo è, non trova neppure una legittimazione politica. Non molti mesi fa il Parlamento nazionale ha discusso e dibattuto di un riconoscimento delle coppie di fatto, omosessuali e non, per poi vedere il progetto arenarsi contro gli scogli rappresentati anche da quei parlamentari di centrosinistra che, fortunatamente, non si sono sentiti di sfidare i secoli di cultura ed etica che fondano l'essenza della nostra Repubblica, né la natura e le sue leggi non scritte". "Scontato" per Cassinelli il no di Forza Italia ad una simile proposta. "Noi crediamo, da laici, nella naturalita" della famiglia e quindi della coppia - sottolinea -. Un uomo ed una donna, per stare insieme, non hanno certo bisogno del timbro della sindaco, per loro esiste il matrimonio. E le persone dello stesso sesso che decidono di condividere un percorso di vita comune, e di convivere sotto lo stesso tetto, possono continuare a farlo, in tutta serenità, come fino ad oggi è stato".

    Tratto da: www.gaytv.it

     

    Quanto sono soddisfatta? Beh...in questo momento un buon 90%! La liguria sta indietro come poche regioni del nord Italia per quanto riguarda rispetto e accettazione del mondo gay, e anche solo il fatto che il sindaco abbia "pensato" di aprire Genova a una sorta di PACS caserecci...io ADORO. Adoro con tutto il cuore...schifata ogni giorno di più da un'Italia homofoba e maschilista, sono sempre più orgogliosa d'essere genovese. E griderò al mondo BELIN, cenerò con trenette al pesto e inzupperò biscotti nello sciacchetrà...tutto all'ombra della magnifica lanterna sventolando la bandiera della superba durante i suoi antichi tempi dorati...

    Ma se ghe pensu, alua mi veddu u mà

    veddu i me munti e a ciassa da nunzià

    riveddu u Righi e me sa strenze u co

    veddu a lanterna e a cava la in sciu moe...

    riveddu a seia Zena illuminà

    veddu a fuxe e sentu infranze u mà

    e alua mi pensu ancun de riturna

    a posà e osse duvè me madunna...

    Photobucket

    ps: FI deve bruciare...il prima possibile. e con lei tutti quelli che la votano e la venerano. Parola di Astrid.

    May 30

    Deiva Marina Vs Tutti

    Ed eccoci all'indomani delle elezioni provinciali. La mia presenza nei seggi elettorali in quanto segretaria, ha fatto si che che alcuni aspetti della ridente località ligure già da prima sospettati e rilevati dalla sottoscritta, abbiano avuto tragica anche se aspettata conferma. Signori e  signori Deiva si è ritrovata sola nella sua ignoranza più totale. Il candidato consigliere per la provicia di Forza Italia, nonchè sindaco dell'ammirevole e cangiante paesino della riviere, stra-vince nel suo comune con una percentuale altissima, tanto da far esultare tutti gli scrutatori e la popolazione che fremente aspettava il verdetto all'esterno della scuola Edmondo De Amici. Nella sera si susseguono feste, brindisi e complimenti. Ce l'abbiamo fatta! Ce l'abbiamo fatta! Quanta soddisfazione negli animi deivesi...vecchi grandi e bambini sull'orlo della commozione si stringono per mano e inneggiano canti di giubilio per il loro neo eletto salvatore. Tutto ciò però viene tristemente soffocato il giorno dopo...Deiva Marina deve fare i conti col suo più grande nemico...IL RESTO DELLA LIGURIA! Ebbene si signori...Deiva l'indomani dei festeggiamenti si ritrova sola...sola nella sua triste quando acclamata ignoranza. Il loro beneamino non aveva vinto...ma come è possibile?? Come spiegarselo?? C'è chi non riesce a farsene una ragione...oh me poveretta, ma come hanno fatto sti comunisti della merda a vincere? Addio festeggiamenti...addio treno in più per gli studenti...addio poltrona di lusso in provicia per il rammaricato Berni. La sinistra vince a La Spezia in 5 circoscrizioni SU 5. Dati impressionanti...
    La popolazione oggi è triste e si stringe compatta nel suo dolore coscente d'essere sola e abbandonata per il resto della loro vita al Sereno. Ma domani è un'altro giorno...ebbene si signori! Domani sorgerà un nuovo giorno e tutti i deivesi potranno ricominciare a sognare il sublime e tanto atteso ritorno del regime, ma per ora...per ora solo rabbia e sgomento. Addio sogno infranto. Che brutto svegliarsi e fare i conti con una regione che di MAGNA MAGNA proprio non ne vuole sapere...addio...addio.

    June 26

    L'ITALiA HA ViNTo E NON NEl CAlCiO!

    Grazie Dio se esisti! Avevo promesso di andarmene dall'Italia se avesse vinto il si, ma a quanto pare questa nazione deve ancora sopportarmi! GRAZIE!
    Grazie a tutti quelli che sono andati a votare e hanno scelto la nostra costituzione...grazie. Ho passato gli ultimi due giorni nei seggi come segretaria e durante lo spoglio che ha visto sin dall'inizio il NO schiacciante sul si, la mia soddisfazione era tanta e speravo che la situazione nel resto d'Italia fosse la stessa...e per fortuna lo è stata! Sulla vittoria dell'Italia non mi esprimo...dico solo che non vedo l'ora che venga espulsa.
     
    FRASi DEllA GiORNATA:
     
    Giornalista: "Cosa ne dici del tuo goal da eroe?" Totti: "Non sono un eroe...ho solo calciato un rigore che nessuno voleva calciare"
     
    Bossi: "se non vinciamo, ci trasferiamo tutti in Svizzera"
     
    Leghista che non ricordo il nome: "Gli italiani fanno schifo!"
     
    P.S.: Totti: finalmente una frase intelligente da un calciatore. Bossi: non è che potete aspettare ad andare? Perchè avevo giusto intenzione di fare una capattina in Svizzera quest'estate....!
    Leghista: chiunque sia, vorrei che gli fosse ben chiaro che SOLO IO posso dire agli italiani che fanno schifo e che dunque senza il mio permesso (che in quanto leghista non avrà MAI), non si permetta mai più.
     
    GRAZIE!!!